LA VITA PRIMA DELL’INCONTRO · 1987–2009
Marta, prima di Elia
Monterotondo, le estati ad Amatrice e il desiderio di rendersi indipendente. La sua vita prima dell’incontro.
7 novembre 1987
Una casa piena di voci
Marta Bellini nacque a Roma il 7 novembre 1987, seconda figlia di Paolo Bellini e Luciana De Angelis. Il fratello Andrea aveva tre anni. La famiglia abitava a Monterotondo, in un appartamento al piano terra scelto perché vicino ai genitori di Paolo e ben collegato con Roma.
Paolo lavorava come autista di autobus di linea. I suoi turni cambiavano ogni settimana e avevano abituato la famiglia a pranzare a orari diversi. Luciana aveva lavorato in una sartoria, poi aveva iniziato a ricevere clienti in casa per orli, riparazioni e modifiche. Marta crebbe tra stoffe, rocchetti e persone che entravano con un vestito e si fermavano a raccontare la propria vita.

Dall’infanzia
Le estati ad Amatrice
La madre di Luciana, Bianca, era originaria di Amatrice. Lei e il marito Aldo avevano mantenuto una piccola casa di famiglia e vi trascorrevano molti mesi dell'anno. Dall'età di cinque anni Marta passò con loro parte delle vacanze estive.
Ad Amatrice imparò una quotidianità diversa da quella di Monterotondo. Conosceva i vicini, accompagnava il nonno a comprare il pane e aiutava la nonna a stendere nel cortile. La casa aveva stanze piccole e fresche, fotografie appese lungo le scale e una credenza che Bianca apriva soltanto quando arrivavano ospiti.
Marta conservò un legame forte con quel luogo anche da adulta. Non lo idealizzava. Sapeva che la casa richiedeva lavori e che la famiglia faticava a mantenerla. Eppure, ogni volta che tornava, riconosceva odori, rumori e abitudini che appartenevano alla sua infanzia.

Il carattere
Una bambina che faceva domande
Marta parlò presto e molto. Voleva sapere perché gli adulti prendevano una decisione e non accettava facilmente la risposta «perché è così». A scuola partecipava, leggeva bene e si offriva di aiutare i compagni, ma diventava impaziente quando il gruppo procedeva lentamente.
Aveva una memoria precisa per le parole e per le date. Ricordava compleanni, frasi dette mesi prima e promesse che gli altri avevano dimenticato. Questa qualità la rendeva attenta e, a volte, difficile da contraddire. Andrea sosteneva che discutere con lei significasse affrontare un archivio completo delle proprie incoerenze.
Le piaceva organizzare. Preparava liste per le vacanze, divideva i compiti e controllava che nulla restasse indietro. Non sempre seguiva i propri programmi, ma si sentiva più tranquilla quando esisteva un piano.
Gli anni della scuola
Imparare e lavorare
Alle medie Marta conobbe Chiara De Santis, che sarebbe rimasta una delle sue amiche più vicine. Le due avevano caratteri diversi. Chiara improvvisava; Marta arrivava con un orario e un indirizzo già scritti. La loro amicizia funzionava perché nessuna cercava di cambiare completamente l'altra. Qualche anno più tardi, Chiara e Marta lavorarono anche insieme in una pizzeria.
Marta frequentò un istituto tecnico commerciale. Aveva buoni risultati in italiano e diritto, mentre la matematica richiedeva più impegno. Per qualche anno pensò di lavorare in un ufficio amministrativo. Le piaceva l'idea di un orario stabile e di competenze definite.
Durante il quarto anno iniziò a lavorare nei fine settimana in una pizzeria. All'inizio doveva soltanto apparecchiare e sparecchiare. Imparò presto a prendere le ordinazioni, gestire le richieste e ricordare i tavoli. Scoprì di saper lavorare bene a contatto con il pubblico, anche se tornava a casa stanca e con i piedi doloranti.
2006 — 2007
Il diploma e le prime scelte
Marta conseguì il diploma nel 2006. Avrebbe voluto frequentare un corso di formazione amministrativa, ma la situazione economica della famiglia la spinse a cercare subito lavoro. Non fu una rinuncia imposta dai genitori. Paolo e Luciana le dissero che l'avrebbero aiutata. Marta preferì contribuire alle proprie spese e rimandare il corso.
Trovò un impiego in un negozio di abbigliamento a Roma. Il tragitto era lungo e l'orario cambiava spesso. Imparò a gestire la cassa, il magazzino e i clienti, ma dopo alcuni mesi comprese che molte ore aggiuntive non sarebbero state riconosciute. Rimase più a lungo di quanto avrebbe voluto perché temeva di non trovare altro.
Quando lasciò il negozio, nel 2007, attraversò un periodo di disoccupazione. Aiutava Luciana con le consegne e accettava turni in una pizzeria. Si sentiva in ritardo rispetto alle compagne che frequentavano l'università, anche se non era certa che quella strada sarebbe stata adatta a lei.
Il legame con Andrea
Il rapporto con Andrea
Andrea e Marta litigarono molto durante l'adolescenza. Lui considerava eccessiva la precisione della sorella; lei giudicava superficiale il suo modo di affrontare gli imprevisti. Quando Andrea iniziò a lavorare fuori Monterotondo, il rapporto divenne più semplice. La distanza tolse importanza alle piccole rivalità.
Andrea era protettivo senza decidere al posto di Marta. Quando lei lasciò il negozio, la aiutò a riscrivere il curriculum e la accompagnò a consegnarlo in alcuni locali. Marta, in cambio, gli ricordava scadenze e appuntamenti e ascoltava i suoi dubbi senza riferirli ai genitori.

Il nonno Aldo
La prima assenza
Aldo morì nel 2007 dopo una breve malattia. Bianca rimase nella casa di Amatrice ancora per alcuni mesi, poi si trasferì a Monterotondo, vicino a Luciana e alla famiglia di Marta.
Marta ricordava ciò che gli altri dicevano quasi per caso e lo trattava come qualcosa che meritava attenzione.
Marta era diretta, ordinata nelle intenzioni e più disordinata negli oggetti quotidiani. Lasciava tazze e fermagli in giro, ma ricordava una scadenza con mesi di anticipo. Aveva bisogno di capire dove stava andando, anche quando il percorso cambiava.
Sapeva ascoltare mentre lavorava. Al bar ricordava non soltanto le ordinazioni, ma i nomi dei figli, gli appuntamenti medici e le preoccupazioni raccontate dai clienti. Non aveva sempre una risposta delicata. Aveva però una presenza concreta e una memoria che faceva sentire le persone riconosciute.
2008 — 6 giugno 2009
Lavorare con le persone
Tra il 2008 e il 2009 Marta lavorò in una pizzeria e poi in un piccolo bar. Non considerava quei lavori provvisori nel senso di poco importanti. Voleva svolgerli bene. Imparò i tempi del banco, la preparazione, la chiusura e il modo di parlare con clienti molto diversi.
Ciò che la frustrava era l'instabilità. Un mese poteva lavorare quasi ogni giorno e quello successivo ricevere poche chiamate. Non riusciva a prevedere quanto avrebbe guadagnato e spesso accettava orari scomodi per dimostrare disponibilità. Il 6 giugno 2009 arrivò alla festa di Chiara dopo un turno lungo al bar. Aveva appena saputo che nelle settimane successive i suoi turni sarebbero diminuiti.
Da qui, una storia in due.
Il primo incontro con Elia ↗Elia e Marta sono personaggi di fantasia. Il terremoto del 24 agosto 2016 è un evento storico reale.
Nota sul progetto