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22 — 24 agosto 2016

L’ultimo viaggio

La casa dei nonni, pochi giorni con la famiglia. Il racconto privato di Elia e Marta e, separatamente, i fatti storici documentati.

Narrazione di fantasia

Elia Rinaldi e Marta Bellini sono personaggi di fantasia. I loro nomi non compaiono negli elenchi delle vittime e la loro vicenda privata non deve essere interpretata come una testimonianza storica.

Lunedì 22 agosto

La casa riaperta

Partirono da Guidonia dopo le nove. Nel bagagliaio avevano una valigia, la cassetta degli attrezzi, lenzuola pulite e una busta di alimenti portata da Teresa. Arrivarono ad Amatrice poco dopo mezzogiorno. Aprirono le finestre, tolsero i teli dai mobili e pranzarono in cucina con pane, pomodori e formaggio.

Nel pomeriggio Elia controllò la finestra e salì nel sottotetto senza trovare una perdita evidente. Marta pulì il cortile e mise da parte alcuni piatti dei nonni che sua madre voleva riportare a Monterotondo. La sera cenarono dalla zia Elena con il marito Roberto e la figlia Francesca. Tornarono alla casa prima di mezzanotte.

La casa appartenuta ai nonni materni di Marta.

Martedì 23 agosto

Le fotografie, il pane, la cena

Elia si alzò presto e comprò il pane. Marta rimase in casa a sistemare un armadio. Trovarono una scatola di fotografie dei nonni e trascorsero quasi un'ora a riconoscere volti e luoghi. Marta scelse cinque fotografie da mostrare alla madre. Elia ne fotografò una con il telefono: Bianca e Aldo giovani, seduti sul muretto davanti alla casa.

A metà mattina Elia sostituì il fermo della persiana della camera. Dopo pranzo uscirono a piedi. Comprarono caffè, incontrarono una conoscente della famiglia Bellini e si fermarono a parlare dei lavori che restavano da fare nella casa. Marta disse che un giorno avrebbe voluto sistemarla davvero, anche se sapeva che sarebbe costato troppo.

Nel tardo pomeriggio telefonarono alle rispettive madri. Elia parlò con Teresa e le disse che il tetto sembrava a posto. Marta inviò alla madre la fotografia dei nonni. Alle 20:15 tornarono dalla zia Elena per cena. Mangiarono fuori, perché l'aria era ancora calda. Francesca ricordò in seguito che Marta aveva raccontato del loro progetto di cercare casa l'anno successivo. Elia aveva aggiunto che prima avrebbero dovuto convincere una banca.

Lasciarono la casa della zia intorno alle 22:20. Marta mandò a Luciana un messaggio alle 22:41: aveva trovato le fotografie e le avrebbe portate a casa. Elia impostò la sveglia per le 7:00. Volevano finire le ultime verifiche, pranzare con Elena e rientrare a Guidonia nel pomeriggio del 24 agosto.

24 agosto 2016 · 3:36

La notte

Alle 3:36 del 24 agosto 2016 una scossa di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia. La casa in cui dormivano Elia e Marta subì un crollo improvviso. Non riuscirono a uscire dalla camera. Morirono nello stesso momento.

I parenti tentarono di raggiungere la casa nelle prime ore, mentre i soccorsi operavano in un territorio vasto e gravemente danneggiato. Elia e Marta furono recuperati insieme. Gli oggetti personali ritrovati vennero consegnati alle famiglie nei giorni successivi: i telefoni, il portafoglio di Elia, la borsa di Marta e la scatola con le fotografie dei nonni.

Il loro ultimo giorno non conteneva segnali o addii. Era stato un giorno normale, pieno di azioni lasciate a metà perché tutti pensavano che ci sarebbe stato un giorno seguente.

27 agosto 2016

Il saluto delle famiglie

Il 27 agosto le famiglie organizzarono un rito privato vicino a Monterotondo. Scelsero due bare semplici e disposero accanto alle fotografie del matrimonio quella scattata ad Amatrice nell'estate del 2009, con Elia sulla sedia e nonna Bianca nel cortile.

Elia e Marta furono sepolti insieme nella tomba della famiglia Bellini. La decisione fu condivisa dai genitori di entrambi. Sulla lapide vennero incisi i loro nomi, le date e una frase tratta dal discorso di Marta durante il matrimonio: «Una vita affrontata in due».

Nella casa di Guidonia le famiglie trovarono la cartellina verde con i progetti, il quaderno delle spese e gli annunci immobiliari. Decisero di non dividere subito gli oggetti. Per alcuni mesi l'appartamento rimase quasi com'era, mentre Sara e Andrea si occupavano delle incombenze pratiche.

Contesto storico reale / Fonti documentate

La notte del terremoto

Alle 3:36 del 24 agosto 2016 un terremoto di magnitudo 6.0 colpì il Centro Italia. La scossa interessò in particolare Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto e coinvolse territori di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il Dipartimento della Protezione Civile riporta 299 vittime, numerosi feriti e danni gravissimi.

L'evento del 24 agosto aprì una lunga sequenza sismica. Nei mesi successivi altre forti scosse interessarono l'Appennino centrale, comprese quelle del 26 ottobre e del 30 ottobre 2016. La ricostruzione e il rientro delle comunità nei territori colpiti sono proseguiti per anni.

I collegamenti raccolti in questa pagina permettono di approfondire la tragedia reale nella quale è ambientato il racconto di Elia e Marta. Le fonti istituzionali documentano i dati dell'evento e la sequenza sismica. Gli articoli giornalistici restituiscono la cronaca e le immagini di quei giorni.

Fonti ufficiali

Dipartimento della Protezione Civile

Il terremoto in Centro Italia ↗ →

Quadro generale, orario, magnitudo, territori coinvolti e bilancio ufficiale.

Protezione Civile

Emergenza terremoto Centro Italia 2016 e 2017 ↗ →

Cronologia dell’emergenza e attività del sistema di protezione civile.

INGV

La sequenza sismica in Italia centrale ↗ →

Il primo quadro scientifico della sequenza.

INGV Emergeo

Terremoto del Centro Italia 2016 ↗ →

Le informazioni geologiche sulla sequenza.

Articoli e approfondimenti

ANSA

Sisma devasta il Centro Italia ↗ →

Lo speciale con la cronaca della devastazione e dei soccorsi.

RaiNews

24 agosto 2016. La scossa ↗ →

Video e ricostruzione della scossa delle 3:36.

INGV

Il terremoto di Amatrice tre anni dopo ↗ →

Il racconto dei ricercatori e il lavoro scientifico dopo l’evento.

Protezione Civile

Celebrazioni del quinto anniversario ↗ →

La memoria delle 299 persone scomparse e del lavoro nell’emergenza.

Ciò che resta della loro storia

La storia di Elia e Marta non coincide con la notte in cui morirono. Comprende sette anni di scelte quotidiane, lavori accettati, partenze rimandate, stanze arredate poco alla volta e persone accolte nella loro casa. Comprende anche tutto ciò che non riuscirono a realizzare.

Le famiglie hanno conservato le fotografie, alcuni messaggi, il quaderno delle spese, gli anelli e la cartellina della casa. Gli amici hanno raccolto ricordi diversi, spesso legati a gesti minimi: Elia che arrivava con gli attrezzi, Marta che ricordava come ciascuno prendeva il caffè, entrambi che restavano a riordinare dopo una cena.

Raccontarli significa restituire spazio a quei giorni normali. È lì che si trova la parte più vera della loro vita insieme.

Entra nei ricordi ↗

Elia e Marta sono personaggi di fantasia. Il terremoto del 24 agosto 2016 è un evento storico reale.

Nota sul progetto